29 giu 2016

Codex purpureus rossaniensis

I colori, sulle pagine rossastre, ora risplendono ancora di più: è terminato il restauro del Codex purpureus rossaniensis, considerato uno dei più antichi libri illustrati al mondo e inserito dal 2015 nel registro Unesco della memoria del mondo. Si tratta di un evangelario miniato su fogli di pergamena color della porpora, risalente al VI secolo e ritrovato nel 1789 nella cattedrale di Rossano, in provincia di Cosenza. E proprio nella cittadina bizantina della costa ionica calabrese torna ora il volume, messo in sicurezza da una nuova più bilanciata rilegatura dopo tre anni di indagini e di analisi nei laboratori romani dell'Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario (Icrcpal) che ne hanno confermato il valore incommensurabile e l'origine orientale. Nelle sale del museo diocesano, completamente rinnovate e arricchite da un allestimento multimediale, ci sarà una super teca climatizzata che ne consentirà una monitoraggio continuo

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Nel Codex Purpureus Rossaniensis sono conservate perfettamente 14 minuature, delle quali ben 12 raffigurano episodi del Vangelo che rappresentano i miracoli di Cristo e le principali vicende tratte dal Vangelo. Uno degli episodi fondamentali riproduce il Canone della concordanza degli evangelisti, mentre l’ultima raffigura l’evangelista Marco. Sono presenti anche raffigurazioni di Ponzio Pilato.

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