24 lug 2012

Madre Teresa di Calcutta non credeva in Dio?


Sono oramai notorie le crisi di fede di Madre Teresa, raccontate nel libro: "Mother Teresa: Come Be My Light", uscito il 4 settembre negli Stati Uniti. Che racconta di alcuni estratti della corrispondenza tra la missionaria e i suoi confessori e superiori, in un arco temporale di 66 anni. Le lettere rivelano la crisi spirituale della religiosa nell'ultimo cinquantennio della sua vita, durante il quale non avvertiva la presenza di Dio. "Padre"* Brian Kolodiejchuk, editore e curatore del libro, scrive che "non sentiva la presenza di Dio né nel suo cuore né nell'eucaristia." Infatti ad un suo confessore spirituale, il "reverendo" Michael van der Peet, scriveva: "Gesù ha un amore molto speciale per te. Ma per me, il silenzio e il vuoto è così grande che io lo cerco e non lo trovo, provo ad ascoltarlo e non lo sento."

Teresa: "Mio Dio, come fa male questa pena sconosciuta; una sofferenza continua, mi hai respinta, mi hai gettata via, vuota, senza fede, senza amore... Perfino quaggiù nel profondo, null'altro che vuoto e oscurità."


"Il cielo non significa niente per me: mi appare un luogo vuoto!"

"Per che cosa mi tormento? Se non c'è alcun Dio non c'è neppure l'anima, e allora anche tu, Gesù, non sei vero... ".

 "Io non ho alcuna fede. La salvezza delle anime non mi attrae". http://www.ilvangelo.org/bibdice/bibteresa.html

"Il silenzio e il vuoto sono così grandi che guardo e non vedo, ascolto e non sento"

"Ho parlato come se il mio stesso fosse innamorato di Dio, di un amore tenero e intimo, se mi avessi sentito avresti detto ’Che ipocrita!"

""So che lei sta pregando per me, perché questa è la sola cosa che mi sorregge. L'opera in favore dei malati di Aids dà sempre più frutti. Nessuno è morto senza Gesù. C'è così tanta sofferenza tra i nostri poveri in tutto il mondo. Ora siamo in settantasette Paesi con più di trecentocinquanta case. Riesce a immaginarlo? I poveri entrano in Cielo da tutte le parti....a New York già in cinquanta hanno fatto una bellissima morte... All'inizio San Pietro non voleva farmi entrare in paradiso perchè li non ci sono bassifondi, ma adesso il Paradiso è pieno di gente che proviene proprio dai bassifondi. Gesù dev'essere davvero felice di avere con Se quelle migliaia di anime che arrivano da Lui, con tanto amore da Calcutta. So che lei apprezzera questa parabola del Vangelo in tutta la sua realtà. Per favore, preghi per me perché io sia soltanto tutta per Gesù attraverso Maria."

Madre Teresa scrisse molte lettere confidenziali al Reverendo Michael Van Der Peet in cui confessava la sua mancanza di fede.

Il giornalista britannico Christopher Hitchens ha lungamente seguito criticamente le attività di Madre Teresa, su cui ha scritto un libro dal titolo The Missionary Position: Mother Teresa in Theory and Practice ("La posizione della missionaria. Teoria e pratica di Madre Teresa"). Interrogato nel giugno del 2001 nel corso del processo di beatificazione di Madre Teresa, Hitchens ha dichiarato: « [...] ero arrivato alla conclusione che fosse non tanto un'amica dei poveri quanto un'amica della povertà. Lodava la povertà, la malattia e la sofferenza come doni dall'alto, e diceva alle persone di accettare questi doni con gioia. Era adamantinamente contraria alla sola politica che abbia mai alleviato la povertà in tutte le nazioni - e cioè dare potere alle donne ed estendere il loro controllo sulla propria fertilità. La sua celebre clinica di Calcutta in realtà non era che un ospizio primitivo, un posto dove la gente andava a morire, un luogo dove le cure mediche erano poche, quando non addirittura inesistenti (quando fu lei ad ammalarsi, volò in prima classe alla volta di una clinica privata in California). Le grandi somme di denaro raccolte venivano spese per la maggior parte nella costruzione di conventi in suo onore. Aveva fatto amicizia con tutta una serie di ricchi truffatori e sfruttatori, da Charles Lincoln della Lincoln Savings & Loans, alla ripugnante dinastia Duvalier di Haiti, accettando da entrambi generose donazioni di denaro che in realtà era stato "rubato" ai poveri... »

Charles Keating è un affarista condannato a dieci anni per truffa, racket e cospirazione. Prima della condanna fece una donazione di 1.250.000 dollari a Madre Teresa. Quando Keating fu sottoposto a processo per le sue attività criminose, Madre Teresa inviò una lettera alla corte in cui affermava di non essere a conoscenza degli affari di Keating, ma che chiedeva comunque la clemenza della corte in quanto Keating era stato sempre «gentile e generoso con i poveri di Dio». I pubblici ministeri le risposero informandola che questi affari consistevano nella truffa di risparmiatori, e che quindi anche il denaro da lei ricevuto avrebbe avuto quella provenienza, quindi se ella avesse voluto fare qualcosa anche per questi bisognosi, avrebbe potuto restituire tutto quel denaro. Madre Teresa non rispose alla lettera, né restituì la somma ricevuta.

Il Guardian nel 1996, in una sua inchiesta, denunciò le condizioni dei bambini orfani (che vivevano nelle strutture di Madre Teresa) oggetto di abbandono e di sevizie fisiche e psicologiche. Il metodo di lavoro e le condizioni dei suoi assistiti vennero criticati da un documentario televisivo inglese del 1997 dal titolo "Mother Teresa: Time for Change?". Nel 1998 il settimanale tedesco Stern pubblicò un articolo fortemente critico su Madre Teresa, dal titolo "Madre Teresa, dove sono i tuoi milioni?" frutto di una inchiesta durata un anno che spaziava su tre continenti. La conclusione finale diceva che il suo ordine era sicuramente di carattere religioso, ma non aveva nulla a che fare con la carità.


«Io non ho niente»
Per che cosa mi tormento? Se non c’è alcun Dio non c’è neppure l’anima, e allora anche tu, Gesù, non sei vero... Io non ho alcuna Fede. Nessuna Fede, nessun amore, nessuno zelo. La salvezza delle anime non mi attrae, il Paradiso non significa nulla... Io non ho niente, neppure la realtà della presenza di Dio
(all’arcivescovo di Calcutta Ferdinand Périer, 1956)


Signore, mio Dio, perché mi hai abbandonato? Io ero la figlia del Tuo amore, divenuta ora la più odiata, quella che Tu hai respinto, che hai gettato via come non voluta e non amata. Io chiamo, io mi aggrappo, io voglio, ma non c’è Alcuno che risponda. Nessuno, nessuno. Sola... Dov’è la mia Fede? Perfino quaggiù nel profondo, null’altro che vuoto e oscurità. Mio Dio, come fa male questa pena sconosciuta... Io non ho Fede. Non oso esprimere le parole e i pensieri che si affollano nel mio cuore e mi fanno soffrire un’agonia indicibile. Ho dentro di me così tante domande senza risposta che temo di rivelarle per paura di dire una bestemmia: se ciò accadrà, mio Dio, Ti prego perdonami, quando cerco di elevare il mio pensiero al cielo, è così schiacciante il vuoto, che quegli stessi pensieri ritornano come pugnali acuminati e feriscono la mia anima. Mi vien detto che Dio mi ama. E tuttavia la realtà dell’oscurità, e del freddo e del vuoto, è così grande, che nulla tocca la mia anima. Che abbia fatto un errore, nell’arrendermi così ciecamente alla Chiamata del Sacro Cuore?
(rivolta a Gesù su consiglio di un confessore, senza data)




 http://www.ilnadir.com/index.php/rivistanadir/47-astrerel/111-una-verginesanta




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