16 dic 2011

«Avvistata» la particella di Dio

Per la prima volta è stata «avvistata» la particella di Dio, ossia il bosone di Higgs, grazie al quale esiste la massa. I primi dati sono stati presentati oggi a Ginevra, in un affollatissimo seminario organizzato al Cern dai coordinatori degli esperimenti Atlas e Cms, gli italiani Fabiola Gianotti e Guido Tonelli.
I due scienziati dell' Istituto Nazionale di Fisica Nucleare hanno presentato i dati che individuano la massa della cosiddetta particella di Dio, anche se, dicono, «c'è ancora un margine di errore, benché molto ridotto».
L'attesa era altissima e i dati non hanno deluso anche se, come ripetono continuamente i fisici del Cern «non si può ancora parlare di una scoperta. Se quindi il termine «scoperta» non viene mai pronunciato nel seminario, ancora in corso, nell'aria c'è un grandissimo entusiasmo, perché per la prima volta il bosone di Higgs non è più un'entità astratta, ma le sue tracce concrete sono state intraviste.
Ad accendere l'entusiasmo è soprattutto il fatto che i due esperimenti siano arrivati a indicare valori molto vicini in modo assolutamente indipendente, ossia l'uno senza conoscere i risultati dell'altro, seguendo strade diverse e con strumenti diversi. Nei prossimi mesi i loro risultati saranno incrociati e sovrapposti e saranno inoltre raccolti nuovi dati che si spera, già entro marzo 2012 potranno portare a evidenze più sostanziose, mentre la conferma definitiva è attesa verso la fine del 2012.

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