06 nov 2011

La mappa di Vinland

La mappa di Vinland fu scoperta nel 1957 ed è un disegno manoscritto di epoca medioevale che, riporta la cartina geografica del mondo conosciuto allora più una parte dell’America settentrionale.
Dopo lunghi ed elaborati studi al radiocarbonio la mappa è stata riconosciuta autentica e databile intorno al 1440 d.c.,ma ha come peculiarità il fatto che viene riportato su di essa che Vinland(appunto la parte nordamericana) venne esplorata nell’undicesimo secolo d.c.
Questo fatto corrisponderebbe inequivocabilmente a ciò che viene riportato in alcune saghe nordiche come la saga di Erik il rosso.
In questi scritti viene menzionato un viaggio di Bjarni Herjolfsson del 986 in cui partito dall’Islanda e passando per la Groenlandia (Greenland) giunse in un luogo inesplorato.A questo viaggio segui nell’anno 1000 una vera e propria spedizione del condottiero Leif Eriksson che nominò i luoghi visitati da nord a sud come Helluland (le terre delle pietre piatte…si pensa alle attuali isole di Baffin in Canada), Markland(terra delle foreste…forse l’attuale Labrador) e Vinland (che può essere interpretato come terra del vino o dei pascoli…si pensa all’attuale Terranova).
Nella saga viene riportato che Eriksson stabili in queste terre scoperte due insediamenti,uno a nord ed uno a sud delle, che però a causa dei continui attacchi degli skraelingar (nome con cui i Vichinghi chiamavano tutti quelli non appartenenti alla loro cultura,quindi una sorta della concezione di barbaro per antichi Greci e Romani) vennero ben presto abbandonati e le terre lasciate per non essere mai più visitate.
Ulteriore conferma del racconto è stata trovata nei primi anni 60 quando nella regione Canadese di Terranova nella località di L'Anse aux Meadows vennero scoperti,grazie al lavoro dell’archeologo Helge Ingstad e di sua moglie,i resti di un antico insediamento Vichingo che grazie agli studi accurati ed ai manufatti ritrovati venne datato in un periodo tra il 990 d.c. e il 1030 d.c.
I riperti inoltre dimostrano come effettivamente un gruppo di persone si fosse stabilito li con intento di restarci in quanto sono state trovate molte strutture,come ad esempio una fornace o oggetti di uso quotidiano e non bellico che servivano appunto per le attività comuni sia maschili che femminili.
Ovviamente questa mappa se autentica proverebbe che il Nord America fù scoperto dai Vichinghi almeno 50 anni prima di Colombo e visto il combaciare con i racconti nordici addirittura 3 secoli prima.
http://www.ara21.org

Le recenti conclusioni secondo cui la celebre mappa di Vinland sarebbe un abile falso sono basate su interpretazioni errate dei dati: lo sostiene una ricercatrice dello Smithsonian Institution, in uno studio pubblicato sul numero del primo dicembre della rivista "Analytical Chemistry". L'anno scorso, altri ricercatori avevano messo in dubbio l'autenticità della mappa, ma secondo Jacqueline Olin gli stessi risultati possono essere usati per confermare la validità delle sue origini medievali. La mappa di Vinland, che riproduce l'Islanda, la Groenlandia e le coste nord-orientali dell'America del Nord, viene fatta risalire alla metà del quindicesimo secolo, suggerendo così che alcuni esploratori vichinghi avessero cartografato il Nord America molto prima di Cristoforo Colombo. La mappa, che fa discutere gli storici sin dalla sua scoperta negli anni cinquanta del ventesimo secolo, è custodita nella biblioteca dell'Università di Yale e il suo valore viene valutato superiore ai 20 milioni di dollari. Nel 2002, erano stati pubblicati due studi contraddittori: il primo, sulla rivista "Radiocarbon", datava la mappa al 1434 circa usando la datazione al carbonio; l'altro, sulla rivista "Analytical Chemistry", sosteneva che la mappa fosse una contraffazione risalente al ventesimo secolo, realizzata su pergamena medievale. Olin, che aveva collaborato alla prima ricerca, ha ora risposto agli autori della seconda dimostrando che anche l'inchiostro utilizzato risale al medioevo: a causa dei metodi di produzione di quell'epoca, infatti, conterrebbe rame, alluminio e zinco, completamente assenti negli inchiostri moderni.
http://www.lescienze.it/

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