13 nov 2011

Congresso nazionale del Centro italiano studi ufologici

Aveva sentito strani rumori e dalla finestra della cascina aveva visto un "oggetto" atterrare in giardino; ne erano scesi "due strani omini" che poi le avevano "rubato" i panni stesi ad asciugare: è il racconto di un episodio che sarebbe avvenuto a Montebenichi (Arezzo) nell' estate 1930 (emerse però solo nel 1983) ed è ancora oggi uno dei più importanti incontri ravvicinati del terzo tipo avvenuti in Italia.
Se ne è parlato, a Torino, insieme ad altre decine di episodi che compongono la grande galassia degli Ufo, nel congresso nazionale del Centro italiano studi ufologici. Gli altri casi riguardano inseguimenti nei cieli e avvistamenti di giganteschi dischi volanti o altri oggetti. Gli incontri ravvicinati sono molto pochi e quasi insignificante è il numero di episodi in cui le persone parlano di contatto diretto con gli extraterrestri o, addirittura, di veri e propri rapimenti.
Tra gli episodi raccolti dallo studioso Paolo Toselli, uno dei maggiori ufologi italiani, c'è anche quello, avvenuto nei cieli del Friuli Venezia Giulia nel marzo 1945, quando il pilota di un aereo della Raf - secondo il suo racconto - fu inseguito, sulle Alpi, da sei palle di fuoco che lo lasciarono quando raggiunse l'Adriatico. L'aereo, una volta rientrato alla base di Forlì, ebbe anche problemi nel controllo dei comandi.
Le palle di fuoco vennero classificate dai militari come 'Foo fighters', la locuzione americana che veniva usata prima di quella di Ufo per indicare gli oggetti volanti non
identificati.
Tra gli avvistamenti in Italia, c'è quello fatto, nel 1864, dalla contessa Gertrude Baldelli di Montespertoli (Firenze). La donna raccontò a una rivista inglese di avere visto un "globo luminoso molte volte più grande della luna, biancastro, fermo per alcuni minuti, che diventò arancione e d'improvviso sparì". L'episodio non fu mai spiegato.
In Italia gli avvistamenti raggiungono il picco ad agosto; per la maggioranza (74,2% dei casi) si tratta di luci notturne e in maniera minore (13,5%) oggetti diurni. Più curiosi, però, sono i cosiddetti incontri ravvicinati, che in Italia costituiscono il 12,3% del totale. Quasi la metà (47,7%) sono del 'tipo 0', ossia semplice osservazione a distanza ravvicinata. Gli incontri ravvicinati del primo tipo, in cui viene riscontrata la presenza di effetti temporanei sull'ambiente, sono il 19,8% del totale, mentre quelli del secondo tipo, dove le tracce fisiche sono durevoli, sono il 13,3%. Pochi di più (16%) sono gli incontri ravvicinati del terzo tipo, ossia in cui si incontrano entità animate. Infine, vi è un 3,2% di persone che riferisce di aver avuto un contatto diretto o addirittura di essere stato rapito dagli extraterrestri, per poi tornare alla realtà di tutti i giorni.
http://torino.repubblica.it

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