18 ott 2011

Il satellite Rosat precipiterà tra il 21 e il 25/10/11

A nemmeno un mese dal rientro del satellite americano Uars, precipitato in una non meglio precisata area dell’Oceano Pacifico, un altro satellite minaccia il nostro pianeta e entrerà nell'atmosfera fra il 21 e il 25 ottobre. Si tratta di Rosat (ROentgen SATellite), un telescopio spaziale per l'osservazione del cielo ai raggi X, lanciato nel 1990 dalla Nasa e gestito dall'Agenzia spaziale tedesca Dlr, che vanta un peso di circa 2.400 chilogrammi.
L’area del possibile impatto? Al momento è impossibile stabilirlo, e non sarà neppure possibile fare previsioni fino a una o due ore prima del rientro. "A causa dell'impatto con l'atmosfera terrestre, il satellite dovrebbe esplodere rompendosi in circa 30 pezzi per un totale di 1,6 tonnellate. Ma per ora sono solo ipotesi, i calcoli più precisi si potranno avere solo più in avanti" spiega Paolo D'Angelo, esperto-storico dello spazio e Segretario nazionale dell'Italian Space Society. Proprio come è accaduto un mese fa, non si esclude che i materiali fortemente resistenti al calore che costituiscono il satellite possano in parte “sopravvivere” all'impatto con l'atmosfera. E’ altamente probabile che il frammento più importante sia rappresentato dallo specchio del telescopio, del peso di 1,7 tonnellate. Poiché il telescopio spaziale non ha a bordo un sistema di propulsione, a partire dalla fine della missione, nel 1999, non è stato possibile manovrarlo in modo da controllare la fase di rientro.
Il satellite subì un'avaria il 25 aprile del 1998, quando il puntatore stellare iniziò a surriscaldarsi. Tale problema venne immediatamente risolto, ma causò un'operatività del satellite quasi dimezzata. Cinque mesi più tardi, ovvero il 20 settembre dello stesso anno, uno dei volani iniziò a roteare più velocemente del previsto, causando un'avaria generale al sistema di controllo del satellite. Quest'ultimo incidente fu inizialmente attribuito come conseguenza di quello di aprile, ma in seguito, precisamente nel 2008, un'ulteriore analisi permise di scoprire che l'avaria fu causata da un cyber attacco al Goddard Space Center da parte di un'agenzia di spionaggio russa.
Nei nove anni della sua carriera Rosat ha funzionato su un'orbita ellittica posta fra 585 e 565 chilometri dalla Terra e al termine della sua vita operativa ha cominciato a perdere progressivamente quota per effetto dell'attrazione terrestre finché nel giugno scorso si trovava a soli 327 chilometri dalla Terra.
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