19 lug 2011

Leoni, Leopardi, Lupi e Squali in via d'estinzione

L’uomo sta progressivamente distruggendo il pianeta Terra. La notizia non è certo nuova, ma l’ultimo allarme lanciato dal professor Jim Estes e colleghi, dell’Università della California a Santa Cruz, evidenzia un rapido declino dei grandi predatori, con drammatici effetti sugli ecosistemi. Secondo gli esperti si tratta del più profondo impatto che l'uomo abbia mai avuto sulla Terra. Dalla terraferma agli oceani, i grandi predatori del pianeta, come leoni, leopardi, lupi e squali sono al collasso: gli esemplari delle singole specie stanno diminuendo drasticamente al punto che Estes ritiene sia in corso la "sesta estinzione di massa della storia del pianeta".
La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science, ha preso in esame i dati più recenti sugli ecosistemi, rilevando che gli effetti del declino dei predatori sono catastrofici e a cascata su tutti gli ecosistemi. Con la progressiva scomparsa dei predatori, infatti, aumentano conseguentemente le specie invasive, dando così il via alla diffusione di pericolose malattie infettive, oltreché a cambiamenti nel suolo nella qualità dell’acqua, nella vegetazione e nell’atmosfera. La causa di questa silenziosa estinzione sono ancora una volta le attività dell’uomo: la caccia e la frammentazione degli habitat in primis.
Secondo il responsabile dello studio le perdite sarebbero drammatiche anche tra i grandi erbivori come gli elefanti e i bisonti. Il declino di quegli animali che si trovano in cima alla catena alimentare, fanno notare i ricercatori, è "maggiore di quanto ritenuto finora" e ha innescato negli ecosistemi una catena di effetti che si trasferiscono ai livelli più bassi della catena alimentare, distruggendo molte altre specie sia vegetali sia animali. Gli esperti citano molti esempi di questo effetto a cascata. Il caso dell'eliminazione dei lupi dal parco nazionale di Yellowstone, sottolineano, ha portato alla crescita incontrollata delle alci, che hanno in parte distrutto pioppi e salici salvati solo dalla reintroduzione dei lupi.
In alcune zone dell'Africa la riduzione di leoni e leopardi ha permesso ai babbuini di proliferare senza controllo, aumentando i contatti con la popolazione e causando alti tassi di malattie dovute ai parassiti intestinali sia nella popolazione sia nei babbuini.
In alcune zone degli oceani invece, il declino degli squali ha causato l'esplosione di un tipo di razza che sta facendo collassare i crostacei. La scoperta concludono i ricercatori ha profonde implicazioni per la conservazione: "lo studio indica che per risanare gli ecosistemi - ha osservato Estes - si devono reintrodurre su larga scala i grandi predatori perché gli effetti della loro presenza sull'ecosistema sono fondamentali".http://notizie.tiscali.it/

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