13 giu 2011

Il 15 ci sarà un'eclissi totale di Luna, la più lunga del secolo

Nella notte del 15 giugno bisognerà stare tutti a testa in su, con gl’occhi rivolti al cielo, per potersi godere una spettacolare eclissi lunare tra le più lunghe degli ultimi 100 anni, e tra le più buie da 40 anni a questa parte. Sarà visibile dall'Italia e da quasi tutta l'Europa centrale, da buona parte della Russia, da tutta l'Africa, dalla Mongolia, dall'Arabia Saudita, da buona parte della Cina e dell’Australia. Il suggestivo evento celeste avrà inizio pressoché dalle 19.30, per raggiungere il suo “clou” intorno alle ore 22.15/22.30, e terminare intorno alla mezzanotte. Per oltre un’ora e mezza (periodo in cui l’eclissi sarà maggiormente visibile) potremo restare estasiati dallo straordinario effetto provocato dalla Terra che, trovandosi su di una linea retta tra il Sole e Luna, proietterà un cono d’ombra che oscurerà il nostro satellite. Certamente un’occasione da non perdere, in quanto al prossimo “show” lunare potremo assistervi solamente tra quattro anni, nel settembre del 2015. Si potrà osservare il tutto ad occhio nudo oppure utilizzando un binocolo, o meglio ancora un telescopio.
Naturalmente in tutta Italia sono in fermento astronomi, astrofili ed associazioni relative, ansiosi di poter studiare o semplicemente ammirare il naturale fenomeno: molte le iniziative che vi ruotano intorno, delle quali è possibile trovare indicazioni anche sul sito dell’Unione Astrofili Italiani. Augurandoci che il tempo sia clemente e ci offra un cielo terso, l’ideale sarebbe situarsi in punti con poca luce o bui in collina od in montagna, magari organizzando anche un piccolo pic-nic notturno: perché no! Ricordatevi però di portare anche torce o fiaccole per i momenti più cupi della serata. Ma, se non siete così fortunati da trovarvi in questi luoghi, andrà benissimo anche il vostro giardino o il balcone di casa. La Luna sorgerà già eclissata (offuscata dall’ombra della terra), ma inizialmente non sarà molto visibile in quanto il cielo sarà ancora rischiarato dalla luce solare. Durante il ciclo dell’eclissi potrà man mano tingersi di rosso per effetto della “diffusione” dei raggi solari: la Terra blocca la luce solare diretta verso la Luna, ma una parte viene deviata dalla nostra atmosfera; ed’ è appunto passando attraverso gli strati dell’atmosfera che i raggi a lunghezza d’onda minore (più blu) vengono assorbiti in più grande quantità, lasciando spazio a quelli a maggiore lunghezza d’onda di colore rosso che andranno a tingere il nostro satellite.
Ma, cosa ne pensavano gli “antichi” di questi fenomeni? Fin dagl’albori dell’Umanità, la Luna ha sempre destato grande interesse, fascino, ma soprattutto timore. Infatti vi era la credenza che l’eclissi lunare fosse foriera di calamità e sventure. Addirittura che un potente mostro tingesse con il suo sangue l'astro d'argento, quando esso diveniva rosso. Per monitorare questi eventi nacquero i primi rudimentali centri astronomici: quali si suppone fossero Stonehenge in Inghilterra, o i suoi progenitori il “Cerchio di Goseck” costruito 2000 anni prima nella regione della Sassonia-Anhalt in Germania e il monumento archeoastronomico di Carahunge nell’Armenia di 3500 anni più vecchio. Ma ve ne sono altri più o meno grandi sparsi per il mondo. La Luna per alcuni era un essere femminile, la moglie del Sole o la sorella. Per altri invece una divinità androgina, sia maschio che femmina, a seconda delle fasi. Nel panteon egiziano la dea Iside è la personificazione dell’astro notturno, mentre in Roma, in età classica, la dea Luna si confuse con Diana, anch'essa venerata come divinità astrale. Non potevano essere da meno i Maya che, grazie alla loro profonda conoscenza astronomica, ci hanno potuto lasciare tabelle contenenti precise previsioni di eclissi lunari e solari. Ma, dal punto di vista scientifico, furono gli antichi greci a disegnare le mappe delle costellazioni, che riuscirono a calcolare anche la distanza della Luna e, con l’astronomo Ipparco di Nicea, a scoprire il fenomeno della “precessione degli equinozi” (un movimento della Terra che fa cambiare in modo lento ma continuo l'orientamento del suo asse di rotazione); al quale giunse proprio osservando l’ombra della Terra sulla Luna durante un’eclissi. E, per citare un curioso aneddoto, torniamo al 1504, anno in cui il grande esploratore Cristoforo Colombo durante il suo ultimo viaggio nelle Americhe, salvò il suo equipaggio ormai allo stremo delle forze facendo credere agli indigeni di essere un potente mago, e che avrebbe fatto sparire la luna se non gli fossero stati forniti cibo e acqua. Quando effettivamente la Luna cominciò a oscurarsi, terrorizzati i nativi gli diedero tutto ciò che chiedeva. Nella realtà Colombo utilizzò, semplicemente, una copia del “Calendario delle Eclissi” pubblicato da Johannes Muller nel 1474 che prediceva un eclisse per il 29 Febbraio, che aveva a bordo.http://affaritaliani.libero.it

Nessun commento:

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...