06 apr 2011

Iniziata la ricerca di Monna Lisa, la modella della GIoconda

La vera Gioconda di Leonardo da Vinci fu sepolta in una cripta vicino all'altare sotto la chiesa di San Francesco, da tempo sconsacrata, nell'ex convento di Sant'Orsola a Firenze.
E' questa la convinzione dello storico dell'arte Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, culturali ed ambientali, che si appresta a dare la caccia ai resti mortali della nobildonna Lisa Gherardini (1479-1542), ritenuta, a partire da Giorgio Vasari, la modella ispiratrice della Monna Lisa, il quadro più celebre ed enigmatico della storia della pittura mondiale, custodito al Louvre a Parigi.

Vinceti, già 'cacciatore' delle ossa di Caravaggio, cerca lo scheletro di una donna di 63 anni, su cui saranno condotti numerosi esami scientifici: fisici, chimici, biologici ed anche genetici, per l'estrazione del Dna, da confrontare con eventuali discendenti.

L'annuncio dell'avvio della ricerca delle spoglie della Gioconda è stato dato dallo stesso Vinceti nel corso di una conferenza stampa oggi a Firenze, in Palazzo Medici Riccardi, sede della Provincia, l'ente che con 12.000 euro sosterrà l'iniziativa. Mercoledì 27 aprile, con un evento spettacolare, avrà luogo il primo atto del progetto: sarà impiegato il georadar per setacciare quasi mille metri quadrati (per la precisione) di sottosuolo dell'ex convento, alla ricerca di antiche sepolture, sepolcri, anfratti, grotte e nascondigli.

Lo strumento tecnologico, per tre giorni consecutivi, consentirà di 'guardare' cosa c'è sotto il pavimento di due chiese (una era aperta al pubblico, l'altra era riservata al culto delle monache) e di due chiostri. Entro il 10 maggio i responsabili della ricerca avranno in mano i risultati dell'esplorazione virtuale del sottuolo.

Poi i tecnici inizieranno a scavare, in particolare nella ex chiesa di San Francesco, che già in base ad un esame preliminare di qualche mese fa, ha rivelato l'esistenza sotto il pavimento, in prossimità dell'altare, di una scala che scende verso una cripta, dove Vinceti e altri studiosi, anche sulla base di documenti di archivio, ipotizzano che sia stata sepolta Lisa Gherardini. In base alle recenti ricerche nell'Archivio di Stato di Firenze, condotte da Giuseppe Pallanti, è stato ritrovato il documento di morte e sepoltura della Monna Lisa, moglie di Francesco del Giocondo, deceduta il 15 luglio 1542 e interrata nel convento di Sant'Orsol.

Negli ultimi due anni di vita, Lisa Gherardini sarebbe stata presa in cura dalla figlia Mariotta, monaca nel convento fiorentino con il nome di suor Ludovica. Grazie sempre alle ricerche di Pallanti si sa che la tomba di Francesco del Giocondo si trova nella chiesa fiorentina della Santissima Annunziata, dove vennero sepolti in seguito anche i figli Bartolomeo e Piero.

''La presenza dei resti dei due figli rende possibile l'esame comparato del Dna con l'eventuale spoglia mortale della madre qualora venisse recuperata nell'ex convento di Sant'Orsola'', ha detto il professore Francesco Mallegni, paleopatologo dell'Università di Pisa, a cui gia' si devono le identificazioni delle ossa di Giotto e del conte Ugolino. (segue) Su scheletro saranno poi eseguiti numerosi esami, anche il Dna (Adnkronos) - Pur essendo circolate nei secoli numerose ipotesi sull'identificazione della Gioconda, Silvano Vinceti ha detto di ritenere la piu' plausibile quella legata a Lisa Gherardini come ''fonte principale dell'ispirazione dell'opera leonardiana''.

In primo luogo c'è, ha precisato, degna di fede la testimonianza contemporanea del Vasari, che nelle sue ''Vite de' pittori'' parla di Francesco del Giocondo come committente del ritratto della moglie Lisa per mano di Leonardo.

Il ritrovamento nel 2008 di un documento nella Biblioteca di Heidelberg, in Germania, rafforzerebbe la veridicità della testimonianza del Vasari. Altre ricerche condotte in preparazione dell'esplorazione con il georadar hanno portato alla luce nuovi documenti sulla figlia monaca della Gherardini e sulle sepolture nell'ex convento. Nel corso della conferenza stampa, Silvano Vinceti ha bollato come ''infondata'' l'ipotesi avanzata da un giornalista inglese, Chris Johnson, il quale sostiene che le imminenti ricerche sarebbero vane, perché il sottosuolo dell'ex convento sarebbe stato scavato negli anni Ottanta e i detriti portati in una discarica fuori Firenze. ''I mille metri quadri di pavimentazione e quindi di sottosuolo che andremo ad esplorare sono intatti'', ha replicato Vinceti.

Francesco Mallegni, a cui spetterà condurre le indagini antropologiche, ha precisato che ''verrà ricercato lo scheletro di una donna di 63 anni'' con determinate caratteristiche storico-documentarie e qualora fosse ritrovato sarà restaurato, consolidato e sottoposto a vari test tra i quali il Dna. Successivamente si ipotizza anche la ricostruzione fisiognomica del volto in modo da comparare la vera Monna Lisa con il quadro di Leonardo. http://www.adnkronos.com

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