27 apr 2011

Al via ricerche dei resti di Monna Lisa Gherardini

Le ricerche -- che verranno effettuate nell'antico convento di Sant'Orsola -- permetteranno, partendo dal teschio, di ricostruire il viso della donna e confrontarlo con la Gioconda così come la ritrasse Leonardo.

"Siamo convinti che lì ci siano i resti della Gioconda. Stabilito che si tratta di Monna Lisa Gherardini, partendo dal teschio potremo ricostruire il viso e confrontarlo con la Gioconda così come la ritrasse Leonardo", ha spiegato a Reuters lo storico dell'arte Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici culturali e ambientali che coordinerà le ricerche.

Che Lisa Gherardini sia stata effettivamente la modella di Leonardo per la "Gioconda" risulta dalle biografie di Giorgio Vasari, lo storico dell'arte toscano del XVI secolo, mentre un documento scoperto nel 2007 dallo studioso Giuseppe Pallanti nell'archivio delle Basilica di San Lorenzo, a due passi dal convento, indica che i resti di Lisa Gherardini potrebbero essere proprio a Sant'Orsola.

Si tratta del certificato che attesta il giorno della morte e la sepoltura della donna: "Donna fu di Francesco del Giocondo. Morì addì 15 di luglio 1542, sotterrossi in S.Orsola tolse tutto il capitolo", è scritto nel registro parrocchiale.

Le ricerche saranno condotte inizialmente con un georadar che scandaglierà per tre giorni i sotterranei dell'antico convento.

"Il Georadar permette di scendere in profondità per tre o quatto metri, lavora con antenne di alta frequenza e traduce ciò che trova in composizioni di colori e forme. Esamineremo circa 900 metri quadrati, composti da due chiostri e una chiesa, poi il 9 maggio cominceremo gli scavi che dureranno circa un paio di settimane", ha spiegato Vinceti, aggiungendo che i resti recuperati verranno inviati alla sede di Ravenna del dipartimento di conservazione dei beni culturali dell'università di Bologna.

"Qui verranno svolti gli esami con il carbonio 14 e un'analisi istologica per accertare l'età dei resti, l'esame dei metalli pesanti per verificare la presenza di eventuali malattie e, infine, l'esame del Dna".

Un 'cold case' che lo stesso studioso definisce come "una delle ricerche più complesse e affascinanti della storia dell'arte".http://it.notizie.yahoo.com

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