22 dic 2010

I 13 teschi di cristallo


Una leggenda Maya racconta che al mondo esistono 13 teschi di puro cristallo di quarzo a grandezza naturale e che, quando saranno riuniti, trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza. La leggenda, però, avverte che ciò avverrà solo quando gli uomini saranno sufficientemente evoluti ed integri moralmente.
Si narra che i 13 teschi siano già stati rinvenuti nel Centro America e nascosti in posti segreti.

Di certo sono stati rinvenuti teschi di cristallo di rocca perfettamente levigati e con sorprendenti somiglianze con il cranio umano. Gli indigeni sono certi del loro straordinario potere e delle loro virtù terapeutiche, ma in realtà nessuno sa quale sia la provenienza o a quale uso fossero originariamente destinati.
Sono reperti di un’antica civiltà o falsi dell’era moderna? O ancora: strumenti capaci di “trasmettere” il potere di vedere nel passato e predire il futuro, come vorrebbe qualcuno?
 
La domanda non ha ancora trovato una risposta, ma nel mondo esistono testimoni ed appassionati pronti a giurare su “strani” fenomeni in presenza dei teschi. Alcuni raccontano di aver visto delle luci o degli aloni inspiegabili, di aver udito dei suoni o scorto strane fiammelle nelle orbite degli occhi del teschio scolpito. Altri, invece, hanno notato che, osservandoli dall’alto, questi diventano delle sorprendenti lenti di ingrandimento.

Senza dubbio, il teschio più famoso è quello di Mitchell-Hedges, detto “Teschio del destino”. Due sono le ragioni: per prima cosa, è in tutto simile a un vero teschio umano, mentre gli altri teschi, al suo confronto, hanno una struttura più stilizzata; in secondo luogo, nessuna sa spiegare come sia stato possibile scolpirlo.

La scoperta del Teschio del Destino è piuttosto controversa: la storia vuole che lo abbia rinvenuto nello Yucatan la figlia dell’archeologo Mike Mitchell-Hedges nel 1926 mentre stava scavando all’interno di un tempio alla ricerca di antiche tracce di Atlantide. Secondo il racconto del padre archeologo, il teschio mancava della mandibola che però sarebbe stata rinvenuta tre mesi più tardi a pochi metri di distanza. Mitchell-Hedges si rifiutò di portarlo con sé e lo diede agli stregoni locali; questi però glielo riconsegnarono come regalo in vista della sua partenza.

Il problema è che alcuni ritengono che la storia riferita dall’archeologo sia assolutamente inventata. Sembrerebbe infatti che Mitchell-Hedges abbia acquistato il teschio di cristallo ad un’asta di Sothebys a Londra, nel 1943: tutto ciò risulta da documenti del British Museum che, durante quella stessa asta, tentò di accaparrarsi il teschio che invece finì in possesso dell’archeologo. Inoltre, non esistono foto che ne attestino l’esistenza durante gli scavi nello Yucatan o documenti di Mitchell-Hedges che parlino del teschio prima del 1943.

Malgrado le numerose controversie riguardo la sua scoperta, le indagini scientifiche condotte sul teschio negli anni ’70 hanno però portato risultati sorprendenti. I ricercatori hanno scoperto che il teschio non è stato scolpito seguendo l’asse naturale del cristallo come farebbero gli scultori moderni: questi ultimi infatti non potrebbero fare a meno di prendere in considerazione l’asse o l’orientamento della simmetria molecolare del cristallo neanche usando le tecniche più sofisticate di taglio perché il rischio che il cristallo si spacchi è altissimo.

Inoltre, la superficie del teschio esaminata al microscopio, non presenta graffi o segni di qualsiasi utensile di metallo: secondo le ipotesi più accreditate, è probabile che il cristallo sia stato tagliato con del diamante e poi rifinito con un impasto di sabbia e acqua. Il punto più interessante è che – secondo gli esperti - un tale lavoro di taglio e di rifinitura avrebbe richiesto più di 300 anni per essere completato.

Il teschio inoltre presenta una mandibola “estraibile” che si apre e si chiude come quella umana. I ricercatori hanno ipotizzato che il teschio fosse utilizzato durante importanti cerimonie divinatorie per far uscire la voce di un dio: la mandibola azionata dai sacerdoti avrebbe fatto credere ai fedeli che la voce uscisse direttamente dal teschio.
Infine, gli occhi sono dei prismi incastonati e si dice che scrutandoli si possa vedere il futuro…

Oltre al Teschio del Destino, altri teschi sono stati riconosciuti come autentici. Due teschi di cristallo di rocca in particolare – quello detto di “Sha-Na-Ra” e il Teschio Arcobaleno - risultano essere stati scolpiti con una tecnica usata 5000 anni fa.
Sono stati rinvenuti in un sito archeologico messicano (dove si suppone ci fosse un antico tempio) insieme ad altri oggetti scolpiti in cristallo. Il Teschio Arcobaleno” è così detto perché, se messo alla luce naturale, sprigiona dal suo interno riflessi arcobaleno.

Un altro teschio di cristallo piuttosto noto è quello nominato “Max”. E’ stato scoperto in Guatemala tra il 1924 e il 1926, probabilmente in una tomba Maya. La storia narra che sia stato regalato da uno sciamano Maya a un Lama tibetano per poi passare nelle mani degli attuali proprietari, Carl e JoAnn Parks. Il nome Max viene da una comunicazione telepatica tra il teschio e la signora Parks: da quanto viene riportato il teschio ha comunicato alla donna di chiamarsi così.
C’è poi il teschio detto “Amy”, anche questo ritrovato in Messico e passato di mano in mano attraverso generazioni di sacerdoti Maya. E’ l’unico teschio di ametista che si conosca.

Un’altra domanda che assilla gli studiosi riguarda l’origine dei teschi: insomma, chi ha scolpito questi straordinari teschi di cristallo?
Nessuno finora è stato in grado di dire che origini abbiano o chi li abbia creati. La tesi più realistica è che siano stati degli artigiani dell’America Latina a scolpirli, sebbene non sia dato di sapere come. Inoltre, malgrado i Maya siano spesso messi in relazione con i teschi, è molto più probabile che siano stati gli Aztechi a crearli dal momento che il teschio è un simbolo molto più prominente nell’arte e nella religione azteca che in quella Maya.
Altre tesi più affascinanti sulla loro origini non mancano, soprattutto da parte di appassionati di esoterismo. I teschi, infatti, sono stati studiati anche da istituti dediti alle ricerche parapsicologiche. Esperti di psicometria (cioè individui in grado di raccontare la storia e visualizzare l’uso di un oggetto semplicemente attraverso il tocco) hanno descritto scenari meravigliosi di antiche cerimonie: le connessioni con la perduta Atlantide sono state le più frequenti. Potrebbe dunque essere che i teschi di cristallo siano i famosi cristalli narrati da Platone che, usati dagli abitanti di Atlantide per produrre una grande energia, abbiano poi causato la scomparsa della sua civiltà proprio perché il loro potere è stato male utilizzato? Nessuno è in grado di rispondere e il mistero per ora rimane…

ULTIME AFFASCINANTI SCOPERTE
Nel 2001 un’équipe di ricercatori americani ha cercato di studiare i teschi con avanzati strumenti di indagine. Per prima cosa si è cercato di capire per quale motivo, in presenza dei teschi di cristallo, molte persone sostengano di sentire strane vibrazioni. Test ciechi, in cui le persone sottoposte al test non potevano sapere di avere a che fare con questi manufatti, hanno subito dimostrato che il campo energico di molte persone risultava potenziato in presenza del teschio.
Tra le altre, due scoperte appaiono interessanti: la prima è che le immagini scansionate dei teschi - e analizzate secondo il metodo delle “immagini rovesciate” creato dai Maya - hanno evidenziato la presenza di un codice segreto; la seconda è che sono stati trovati riferimenti ai teschi di cristallo nella Torah (i primi cinque libri del Vecchio testamento) utilizzando i “Bible Codes”, ovvero quel sistema di decodificazione numerico utilizzato da millenni dai cabalisti che ritengono la Torah un sistema cifrato. I riferimenti trovati con questo metodo collegherebbero i teschi di Cristallo ai Maya; evidenzierebbero il loro potere di guarigione e parlerebbero specificatamente del Mitchell-Hedges.
Naturalmente questi sono tutti studi che attendono di essere sottoposti ad ulteriori verifiche. Da tutto questo però, non è difficile capire come mai un mistero così affascinante abbia potuto attrarre a sé un cacciatore di misteri come Indiana Jones.http://www.ekidiluce.it/

Nessun commento:

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...