05 apr 2010

Scoperto l'anello mancante tra scimmia e uomo

Sarebbe stato trovato l'anello mancante tra la scimmia e l'uomo.
Si tratta di una nuova specie di ominide i cui resti saranno mostrati per la prima volta giovedì. La nuova specie si colloca tra l'australopiteco, considerata ancora una scimmia, presente in Africa 3,9 milioni di anni fa, e il primo ominide, l'homo habilis, nostro progenitore di 2,5 milioni di anni fa. Autore del ritrovamente il sudafricano Lee Berger nella caverna di Malacapa.

Il professor Berger e i suoi collaboratori non hanno ancora fatto dichiarazioni sull'entità della loro scoperta, ma secondo quanto riportato dalla stampa britannnica, l'aspettativa nella comunità internazionale è molto elevata. C'è infatti la concreta possibilità che la scoperta possa condizionare in modo decisivo l'intera storia dell'evoluzione.

Secondo il Daily Mail, alcuni esperti che hanno potuto osservare lo scheletro del bambino dicono che presenti caratteristiche dell'Homo habilis e sostengono che potrebbe gettare luce sul periodo in cui i nostri antenati cominciarono a camminare in posizione eretta.

Il professor Phillip Tobias, un antropologo che è stato fra i primi a identificare l'Homo habilis come una specie umana nel 1964, ha definito la scoperta come "meravigliosa" ed "entusiasmante".

La scoperta, insieme a una serie di altri fossili in parte completata, potrebbe ora aiutare gli scienziati a capire come i nostri antenati si sono evoluti dall'Australopithecus, presente in Africa circa 3.9 milioni di anni fa all'Homo habilis, la prima specie di tipo umano che apparve intorno 2,5 milioni di anni fa. Lo scheletro e' gia' stato visitato dal presidente del paese, Jacob Zuma, e si crede appunto che sia un intermedio evolutivo tra queste due specie.

Esso comprende un bacino e arti interi che possono rivelare se la nuova specie camminava in posizione verticale o su quattro zampe. Le ossa delle mani potrebbero invece fornire il primo indizio in merito a quando gli esseri umani abbiamo imparato la capacita' di tenere i primi attrezzi in pietra. Il dottor Simon Underdown, un esperto di evoluzione della Oxford Brookes University, ha detto: ''Questa scoperta puo' davvero aumentare la nostra comprensione dei nostri primi antenati''. http://www.tgcom.mediaset.it/

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