30 mar 2010

Al Cern è l'ora del Big Bang

Il più grande acceleratore di particelle del mondo del Cern di Ginevra ha raggiunto la potenza massima mai toccata riuscendo quasi a far collidere due fasci di protoni per creare le condizioni simili a quelle del Big Bang da cui nacque l'universo.
Il Large Hadron Collider, che corre per 27 km sotto la frontiera tra Svizzera e Francia, ha generato 7.000 miliardi di elettrovolt. L'Lhc, inaugurato nel 2008, fu fermato per un guasto 48 ore dopo.

E così, dopo due fallimenti che si erano verificati nelle prime ore della giornata, i protoni al momento dello scontro hanno viaggiato a una velocità molto vicina a quella della luce. Ora i ricercatori, che dovranno analizzare i dati raccolti, spegneranno l'Lhc per riaccenderlo dopo lavori di manutenzioni e potenziamento che dureranno quasi un anno. A quel punto la potenza sarà raddoppiata a 14 Tev, un livello che si avvicina ulteriormente a quelli sperimentati nei primi istanti di vita dell'Universo.

Il Large Hadron Collider è il più grande acceleratore di particelle mai costruito e finora ha avuto una vita piuttosto sfortunata. Inaugurato il 10 settembre 2008, dopo appena 36 ore venne spento per un guasto dovuto a un collegamento elettrico difettoso fra due dei magneti superconduttori della macchina. Nei successivi lavori di riparazione sono stati sistemati altri 53 magneti difettosi.

Con Lhc i ricercatori (tra cui ci sono molti italiani, che rappsentano i secondi finanziatori e la seconda comunità scientifica del Cern) hanno l'obiettivo di verificare l'esistenza delle particelle più piccole e sfuggenti, come il celebre Bosone di Higgs, ribattezzata la "particella di Dio", e comprendere la natura della materia e dell'energia "oscura" che costituiscono rispettivamente il 23% e il 72% dell'universo. L'energia e la materia visibile coprono solo il 5% del totale dell'universo.

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