24 feb 2010

Falso storico sull'atomica di Hiroshima

Il Messaggero

Dopo il successo di Avatar, James Cameron vorrebbe costruirci il suo prossimo film, ma L'ultimo treno per Hiroshima, il best-seller di Charles Pellegrino sull'esplosione che alla fine della Seconda Guerra Mondiale inaugurò l'era nucleare, è finito in un mare di polemiche dopo la scoperta che un suo capitolo è stato inventato di sana pianta.
Nel volume, pubblicato negli Usa a metà gennaio, Pellegrino racconta di un incidente finora inedito secondo cui, mentre la bomba atomica battezzata Little Boy veniva preparata per esser montata sull' Enola Gay in una base aerea del Pacifico, ci fu una fuga di radiazioni che uccise un giovane scienziato americano e ridusse di una buona metà il potere distruttivo dell'ordigno.
Secondo il New York Times, che cita sopravvissuti alla missione e addetti ai lavori, l'episodio era inedito per una semplice ragione: è stato in realtà inventato da cima a fondo e adesso un cartello di storici si è messo a disposizione di Cameron per «aiutarlo a filmare la verità».
La ricostruzione di Pellegrino si basa sul racconto di Joseph Fuoco, che nel libro viene identificato come un ingegnere di volo salito all'ultimo minuto da uno dei due aerei di scorta dell'Enola Gay. Fuoco è morto nel 2008 a 84 anni, e adesso si è scoperto che non partecipò alla missione su Hiroshima e che non sostituì mai James Corliss, il vero ingegnere di volo. Messo di fronte alle proteste della famiglia di Corliss, del Laboratorio di Los Alamos e di molti storici, Pellegrino ha ammesso di esser stato ingannato.
Lo scrittore ha accettato di riscrivere parti del libro per l'edizione economica, che uscirà presto, e per le traduzioni all'estero: «Sono stupefatto. Fuoco aveva montagne di carte e di documenti. Ma ha fatto un torto alla storia e bisogna correggere». Corliss è morto anche lui nel 1999 ma la sua famiglia ha conservato prove documentarie della sua partecipazione alla missione su Hiroshima tra cui la medaglia che gli venne conferita dall'allora presidente Harry Truman: «Grazie a Dio mio marito non è vivo. Era così orgoglioso», ha detto al New York Times la vedova Ethel Corliss. Il bombardiere B-29 al centro della controversia era uno dei due di scorta dell'Enola Gay il 6 agosto 1945 e fotografò il fungo atomico che si levò dopo l'esplosione.
Secondo il libro di Pellegrino, Fuoco salì a bordo all'ultimo minuto perchè Corliss si era ammalato. Questa ricostruzione è stata smentita, tra gli altri, dai due membri dell'equipaggio ancora in vita. Russell Gackenbach, il navigatore, era un buon amico di Corliss: «Eravamo seduti accanto. James era a bordo, punto e basta». Secondo Gackenbach il racconto di Fuoco è inconsueto solo perchè è finito in un libro: molti militari si sono vantati di aver volato su Hiroshima il giorno della bomba. «Se fosse stato vero - ha commentato l'ex navigatore - gli aerei non avrebbero mai potuto decollare per raggiunti limiti di peso».

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