26 nov 2009

'Gesù approdò nel Regno Unito '

Secondo una teoria del ricercatore Gordon Strachan Gesù approdò nel Regno Unito durante i primi anni della sua vita, alla ricerca di un senso spirituale più ampio. 
Questa leggenda, ancora viva nella memoria degli ignlesi più anziani, diventa un film che verrà presentato domani al “London’s British Film Institute”. I fatti della vita di Gesù a noi noti non sono sufficienti per escludere questa interessante possibilità.

Il film documentario farà sicuramente discutere, soprattutto perché propone la vita di Cristo sotto un’ottica molto diversa da quella che la dottrina ci ha dato fino ad oggi. Della prima infanzia della vita di Gesù sappiamo poco. I vangeli non ne parlano e, nel corso degli anni, studiosi e biblisti si sono spesso sforzati di riempire questo vuoto storico dell’esistenza del Cristo. Una leggenda inglese vuole che il discendente di Davide arrivò via nave in Inghilterra, accompagnato da Giuseppe di Arimatea, suo presunto parente. Si tratta di una storia popolare non suffragata da prove ma, dal punto di vista storico c’è una probabilità: Giuseppe di Arimatea era un ricco possidente, con un potere economico tale da permettergli di possedere una nave capace di affrontare un simile viaggio e di sostenere spese ingenti. Ancora oggi l’iconografia e la cultura medioevali lo indicano come il custode del Santo Graal e, per la chiesa anglicana, fortemente radicata in Inghilterra, è un santo molto venerato, spesso festeggiato in pompa magna il 17 marzo. Gli studi fatti si basano anche sull’opera “Inno a Gerusalemme” scritta da William Blake, poeta vissuto tra il 1700 e il 1800 che, per gli inglesi, rappresenta ciò che Dante Alighieri è per la nostra cultura. Il primo verso dell’inno fa un chiaro riferimento al tempo in cui Gesù camminava sulle montagne inglesi. A rafforzare questa leggenda c’è una cappella dell’abbazia di Glastonbury che, sempre sencondo la tradizione locale, sarebbe stata edificata da Gesù, grazie alla generosità di Giuseppe di Arimatea. E’ pure vero che, duemila anni fa, uno dei centri spirituali del mondo era proprio la zona che oggi viene chiamata “Regno Unito”, terre in cui vivevano e si riunivano i druidi che avevano attirato anche l’attenzione dell’imperatore Cesare. Questa suggestiva teoria, che non ha finora dato riscontri di tipo archeologico, apre una nuova visione sulle origini del cristianesimo.

Giuditta Mosca

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