04 nov 2009

Argleton la città fantasma di Google maps

In un mondo dove reale e virtuale si intrecciano sempre di più, può succedere di tutto.
Anche che una città, ed è il caso di Argleton, nel Lancashire, in Gran Bretagna esista solo su Google maps, ma non nella realtà. Come rivela il quotidiano britannico Daily Telegraph, la stessa società che gestisce i dati inseriti nel noto sistema di ricerca, l’olandese Tele Atlas, non si capacita della cosa.Chi c’è stato - Si sa solo, come mostra la mappa, che Argleton si trova nella superstrada M58, a sud di Ormskirk e che tante persone incuriosite dalla sua “non esistenza” si sono recate sul luogo del mistero per raccogliere indizi interessanti. Tra questi anche Roy Bayfield, dell’Università di Edge Hill, che racconta di esser rimasto talmente sorpreso dalla notizia da essersi deciso a verificare di persona. Giunto sul posto la conferma: della città non vi è traccia, al suo posto ci sono al massimo dei campi coltivati.La teoria sulla “città fantasma” - Dove esiste un mistero, ecco spuntare le teorie per spiegarlo. Anche nel caso di Argleton, non mancano. Una, ad esempio, sostiene che la città sia stata volutamente inserita dai programmatori di Google per “smascherare” le aziende che non rispettano il copyright di Google Maps. Un’ipotesi questa che non convince tutti. Secondo il Daily Telegraph, se è vero che tale pratica è stata seguita dai cartografi per delle vie, sembra poco realistico pensare che la stessa cosa venga fatta addirittura per un’intera città.Forse un trucco di Google – A sostenere la tesi dell’operazione studiata a tavolino per combattere chi viola le norme sulla privacy è Joe Moran, un professore di Liverpool. “E’ un errore voluto da Google, così chi copia la mappa violando la licenza, copia anche l’errore e produce a sua insaputa anche una prova del furto della mappa.” Oltretutto, spiega Moran, “ho sentito che questa tecnica è già stata utilizzata in passato”.O l'operazione di un hacker esperto? - Anche le teorie che gridano alla cospirazione non vengono sottovalutate del tutto. Un indizio stuzzicante, oltretutto, ci sarebbe: come rivelano i più "creativi", il nome di Argleton può essere un anagramma di "Not real G". Che vuol dire? Se la G fosse intesa come Google, il messaggio potrebbe essere ad esempio "Google non dice la verità". La pista hacker, tuttavia, non convince gli esperti informatici che cercano dunque altre spiegazioni ad un fenomeno così anomalo.Il mistero resta – Interrogati sul perché di una così strano fenomeno, i portavoce di Google non commentano più di tanto e si limitano a giustificare il caso “Argleton” sostenendo che se la maggior parte delle informazioni inserite negli archivi sono corrette, talvolta possono esserci degli errori. “Non capiamo come una cosa del genere sia potuta accadere nei nostri archivi” – commentano invece da Tele Atlas”. Insomma sulla città fantasma c’è probabilmente ancora tanto da scoprire.


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