12 ott 2009

Messaggio celato nell'orologio di Lincoln

Almeno un mito storico è risultato vero: l'orologio da taschino appartenuto al presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln contiene effettivamente un messaggio celato all'interno dall'orologiaio che lo riparò nel 1861, come hanno constatato i curatori dello Smithsonian Museum.

Come spiega il quotidiano statunitense The New York Times, la storia circolava da anni nella famiglia di Jonathan Dillon, l'orologiaio in questione, senza che fosse mai stata fatta una verifica (a nessuno evidentemente sconfinferava l'idea di smontare un orologio presidenziale e oggetto da museo): finché uno degli ultimi discendenti non ha scoperto un articolo del 1906 in cui lo stesso Jonathan, allora 84enne, raccontava il fatto.

Dillon, immigrato irlandese, era l'unico impiegato della M.W. Galt & Co - negozio di orologi sulla Pennsylvania Avenue - ad avere simpatie unioniste; combinazione volle che quando arrivò la notizia dell'attacco confederato su Fort Sumter - il primo colpo di cannone della guerra - avesse fra le mani l'orologio di Lincoln, all'interno del quale incise due frasi: "Jonathan Dillon 13 aprile 1861 Fort Sumpter (sic) attaccato dai ribelli nella data suddetta" e "Grazie a Dio abbiamo un governo".

Da notare che nell'articolo Dillon - che incise la data sbagliata, dato che Fort Sumter venne attaccato il 12 aprile - ricordava tutt'altra frase ("Sparato il primo colpo, la schiavitù è morta") e che all'interno dell'orologio sono presenti altre due incisioni: una riporta una data del 1864 (probabilmente una seconda riparazione) e l'altra semplicemente "Jeff Davis", il nome del Presidente della Confederazione; forse una risposta ai sentimenti unionisti di Dillon da parte di un collega.

Lo Smithsonian, che acquisì l'orologio - il primo che Lincoln abbia mai posseduto, fabbricato a Liverpool - nel 1958, ha finalmente deciso di verificare il mito in contemporanea con una mostra sulla vita del Presidente: l'onore di aprire il cimelio - non a porte chiuse, ma alla vista del pubblico - è toccato a George Thomas, maestro orologiaio di Towson, che non è però riuscito a farlo ripartire; le iscrizioni sono state fotografate e l'orologio è stato infine rimontato.

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