12 ott 2009

2012: tra mito, leggenda e scienza.

Intervista al dott. Paolo Volpini della Commissione Divulgazione UAI

1) L' Unione Astrofili Italiani è tra le più importanti associazioni astronomiche d' Europa e del mondo; raccoglie alcune migliaia di soci individuali e oltre 200 associazioni aderenti; i suoi soci organizzano programmi di osservazione, seminari, conferenze pubbliche, corsi di formazione, serate osservative, mostre tematiche, oltre a pubblicare il periodico bimestrale "Astronomia". C'è dell' altro?


Le attività principali dell’UAI riguardano il coordinamento delle attività osservative delle varie sezioni di ricerca e la promozione di iniziative pubbliche per favorire la maggiore diffusione possibile della conoscenza dell’astronomia. Questo non avviene solo attraverso le serate pubbliche di osservazione. Vorrei citare tra le esperienze di maggior rilievo quelle legate all’astroturismo, ovvero l’organizzazione di viaggi per osservare in giro per il mondo i più spettacolari eventi astronomici – come le imperdibili eclissi di sole in Egitto, Libia, Siberia, ecc. - e per visitare i più grandi telescopi del mondo (Cile, Canarie).
L’UAI offre anche la possibilità di osservare gli oggetti del cielo sul proprio PC grazie al sito http://telescopioremoto.uai.it/ attraverso il quale si può disporre di un osservatorio astronomico interamente controllato in remoto via internet a disposizione di tutti.
Le rubriche informative sul nostro sito sono molto apprezzate dal pubblico: sul sito è possibile consultare le Astronews, il Cielo del mese, Apprendista Astrofilo per chi vuole imparare ad osservare i corpi celesti.


2) Intorno al pianeta Terra esiste un universo non visibile a occhio nudo e le cui informazioni ci provengono quasi esclusivamente dagli scienziati e dai telescopi . Com'è la situazione intorno a noi attualmente? E quanto influisce l' inquinamento luminoso sugli studi astronomici?

Gli astronomi professionisti ormai lavorano quasi esclusivamente con strumenti situati in località isolate, lontane dalle fonti di inquinamento luminoso. I più grandi telescopi del mondo si trovano in Cile, nelle zone meno abitate degli Stati Uniti (Arizona, Hawaii), sulle isole Canarie, ecc.
Molto importante, ma anche estremamente costosa, l’osservazione con i satelliti, i quali tra l’altro ci offrono una visione molto più completa dell’Universo. Operando nello spazio, possono infatti raccogliere informazioni in tutte le lunghezze d’onda, anche quelle in gran parte o totalmente bloccate dall’atmosfera (radiazioni infrarosse, ultravioletto, X e gamma).
L’inquinamento luminoso non è solo un problema per gli astronomi, costretti ad osservare il cielo da località remote. A nostro avviso è altrettanto grave la perdita culturale, cioè la mancata percezione del mondo in cui viviamo. Tutto sembra filtrato dallo schermo televisivo o un monitor. Si sta perdendo ormai un enorme bagaglio culturale legato alla conoscenza del cielo. Moltissime persone hanno scarsissime nozioni sulle fasi lunari, sul percorso del sole in cielo nelle varie stagioni, per non parlare del riconoscimento delle costellazioni e della percezione dei più elementari movimenti della volta celeste. E così capita non di rado che una congiunzione tra pianeti venga scambiata per una formazione di UFO.
Vi assicuriamo che quando organizziamo degli star party in località con cieli particolarmente oscuri, chi vive in città scopre veramente un universo sconosciuto, provando delle sensazioni che cambiano letteralmente la percezione del mondo in cui viviamo.
Vorrei aggiungere che il tema dell’inquinamento luminoso è di particolare attualità per quanto riguarda un aspetto molto importante, cioè quello del risparmio energetico. La luce proiettata verso il cielo è tutta energia sprecata.


3) Crede che astronomia e astrologia siano in un certo senso collegate oppure sono materie antitetiche?

Nell’antichità astronomia e astrologia sono nate insieme, in un contesto culturale nel quale non poteva accadere altrimenti. Con l’adozione del metodo scientifico, e con la tecnologia a nostra disposizione, hanno preso strade diverse. L’astronomia ci consente di conoscere la vera natura dei corpi celesti, e, dal punto di vista della ricerca scientifica, nulla autorizza a credere in una qualche influenza dei pianeti sui nostri destini, a parte ovviamente quei fenomeni naturali che intervengono direttamente sul nostro ambiente (le maree, l’attività del sole, ecc.). Tra l’altro molti astrologi non pretendono di applicare il metodo scientifico alla loro disciplina. Spesso in astrologia si fa ricorso ad un linguaggio denso di simboli, si immagina il cosmo come una sorta di proiezione dell’uomo nell’universo. Il cielo è visto come una specie di fotografia di quello che accade dentro di noi. Una visione che aveva un senso all’epoca della mitologia classica, ma oggi, con i robot che viaggiano da anni su Marte, scoprendo incredibili dettagli geomorfologici, immaginare ancora il pianeta rosso come un elemento che a che fare con i nostri comportamenti bellicosi, è a dir poco anacronisitico.
Ad ogni modo, ognuno è libero scegliere i passatempi che preferisce, noi non contestiamo il diritto a praticare l’astrologia – in cui comunque non crediamo, ovviamente – ma siamo fermamente contrari all’abuso che se ne fa su tutti i mezzi di informazione. Centinaia di oroscopi ovunque e a tutte le ore, anche nei telegiornali, a fronte di una scarsissima divulgazione scientifica, fatto questo particolarmente frustrante nella patria di Galileo, Fermi, Rubbia e tanti altri eminenti scienziati, la cui opera appare sconosciuta ai più.
Segnalo iL sito dedicato alla nostra posizione nei confronti dell’astrologia:
http://astrologianograzie.uai.it/


4) L' UAI è in stretto contatto con astrofili di tutto il mondo. Avete rapporti con l' osservatorio Amundsen-Scott American South Pole Station che dice di aver fotografato il cosiddetto Pianeta X o Nibiru? Si dice che nel 2012 questo pianeta si avvicinerà al nostro causando uno slittamento dei poli e generando eruzioni di vulcani, tsunami, terremoti e diluvi di proporzioni bibliche...(Che spiegherebbero anche i cataclismi avvenuti milioni di anni fa sulla Terra,le glaciazioni, l' estinzione di certi animali)


Per quanto riguarda le notizie relative a presunte scoperte così eclatanti, il consiglio è quello di verificare le fonti, consultando ad esempio i siti degli enti di ricerca istituzionalmente preposti a tipo di esperimenti e ricerche che ci interessano. Oltre che dal nome dell’ente (NASA, ESA, ESO, JPL, ecc.) li si riconoscono in genere dal dominio: .gov per i siti governativi americani ; .edu (educational), ecc...
Nel caso dell’osservatorio Amundsen-Scott American South Pole Station , il loro sito non ne fa cenno (si può provare anche con il motore di ricerca interno, di Nibiru non c’è traccia).
Se fosse stato scoperto il pianeta X, verosimilmente ne troveremmo notizia su tutti i principali siti degli enti spaziali e di ricerca astronomica, e così non è.
Non mi pare il caso di tirare in ballo le teorie complottiste: con centinaia di migliaia di astronomi e astrofili che scrutano il cielo ogni notte in tutto il mondo, appare davvero inconsistente l’ipotesi di un pianeta scoperto e tenuto segreto per ordine della CIA o di chissà chi altri.
Posso aggiungere che il problema del “decimo pianeta” è ormai ampiamente superato, il sistema solare è formato da 8 pianeti e da diversi pianeti nani: il capostipite Plutone ,e poi Cerere, Haumea, Makemake ed Eris.
E ci sono molti altri corpi celesti, grandi asteroidi candidati ad essere inseriti nella lista dei pianeti nani (Sedna, Veruna, Quasar, ecc.), ma sono tutti lontanissimi, oltre l’orbita di Nettuno, e non costituiscono alcun pericolo per la Terra.

L’inversione polare è un fenomeno ben conosciuto, avvenuto molte volte nel corso della storia della Terra, studiato da una branca della geologia nota come magnetostratigrafia.
Essa non è causa di catastrofi ed estinzioni di massa. In pratica si inverte la polarità del campo magnetico terrestre (dopo l’inversione l’ago della bussola segnerebbe il Sud invece del Nord).
Si tratta comunque di eventi graduali, che avvengono nell’arco di alcune migliaia di anni. E’ assurdo quindi associare l’inversione ad una data ben precisa nel 2012 o in qualunque altro anno.
L’ultima inversione è avvenuta circa 780.000 anni fa, non si sa quando avverrà la prossima, ma la transizione verso la nuova polarità durerà quasi 10.000 anni.



5) Ammettiamo pure che sia una leggenda, ma nel 1859 ci fu una tempesta solare che causò non pochi danni ai mezzi di comunicazione dell' epoca(telegrafi). Oggi il nostro pianeta non può prescindere dalla corrente elettrica... Che probabilità ci sono che una nuova tempesta solare investi la Terra nel 2012? E con quali conseguenze?


I brillamenti solari (solar flares) occasionalmente posso essere molto potenti, generando delle vere e proprie tempeste geomagnetiche. Le conseguenze possono essere spettacolari, con il suggestivo fenomeno delle aurore polari, ma nei casi più gravi possono causare dei danni alle reti elettriche, provocare black out, disturbare le telecomunicazioni e i sistemi GPS, oltre che ovviamente costituire un pericolo per gli astronauti in orbita e a creare danni alle strumentazioni dei satelliti.
Nessuno di questi eventi però può mettere in pericolo l’intero pianeta.
E’ noto che il Sole ha un ciclo di attività che alterna massimi e minimi su un periodo di circa 11 anni.
Sappiamo quindi che possiamo aspettarci una attività più intensa del Sole con una maggiore probabilità di flares durante i periodi di massimo. Le previsioni sul momento esatto in cui si verificano non vanno però oltre le 24 – 48 ore.
Esistono vari satelliti che seguono l’attività solare e su alcuni siti si possono consultare le condizioni attuali e le previsioni a breve termine.
Nessuno ovviamente può prevedere una tempesta solare nel 2012.
Le teorie catastrofiste che fanno riferimento a tale evento discendono da varie “leggende metropolitane” derivate da una interpretazione fantasiosa del calendario Maya, non confermata da alcuna prova archeologica.
E’ vero che uno dei calendari Maya si basa su un lungo ciclo della durata di 5125 anni, che si concluderà appunto nel 2012.
Secondo la mitologia Maya si concluderà un’era (la quarta) e si entrerà nel quinto ciclo.
Non vi è prova che a questo evento fosse associata una catastrofe; e comunque, anche se la tradizione Maya prevedesse una sorta di nuovo diluvio universale, non sarebbe altro che una leggenda a cui non c’è ragione di attribuire una realtà oggettiva.
I Maya avevano ottime conoscenze relative all’astronomia di posizione, acquisiti osservando Sole, Luna e pianeti, ma non avevano certo gli strumenti per studiare il paleomagnetismo o le tempeste magnetiche solari.
Gli unici eventi visibili ad occhio nudo sono le aurore (normalmente osservabili alle latitudini artiche) e forse alcuni rarissimi casi di macchie solari molto estese. Nulla comunque che faccia presagire la fine del mondo!



6) Allora è un caso che Bill Gates e altri miliardari stiano costruendo un bunker sotterraneo in Norvegia (vedi foto) dove sono stati conservati semi di milioni di specie vegetali?


E’ una loro scelta, non è certo una novità che miliardari eccentrici o personaggi dello spettacolo facciano delle scelte un po’ inusuali. C’è chi finanzia sette discutibili ( tipo Scientology), c’è chi si fa sbiancare la pelle, chi si è organizzato un funerale spaziale inviando le proprie ceneri in orbita, chi si costruisce bunker a prova di bomba atomica.
Nel caso del Global Seed Vault non ritengo comunque necessario far riferimento a teorie catastrofiste.
Lo scopo, a quanto mi risulta, è la creazione di una banca dati per la conservazione del patrimonio genetico vegetale e per salvaguardare la biodiversità. Ovviamente questa banca genetica potrà essere utile in caso di eventi catastrofici, ma, a parte la remota possibilità di guerre nucleari o di impatti di asteroidi, il vero problema che l’umanità deve imparare ad affrontare sono i cambiamenti climatici e i distasti ambientali le cui conseguenze non si vedranno nel 2012, ma nei secoli a venire, in un mondo dove tra desertificazione e l’estinzione di numerose specie viventi , animali e vegetali, i nostri pronipoti dovranno trovare il modo di sopravvivere.

Ogni essere vivente ha un suo ruolo fondamentale per la salute e il benessere del nostro Pianeta.

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